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Bambina di 7 anni traumatizzata dopo che l’insegnante le taglia i capelli con la forza. Un atto di discriminazione

mayo 5, 2021
portada nina 7 anos traumada profesora cortara pelo fuerza - Bambina di 7 anni traumatizzata dopo che l’insegnante le taglia i capelli con la forza. Un atto di discriminazione


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Una scuola primaria situata a Mount Pleasant (Michigan, EE.UU) è finita nell’occhio del ciclone dopo che l’insegnante ha tagliato i capelli senza l’autorizzazione dei genitori ad un’alunna di sette anni, birazziale. E a quanto pare non è la prima volta che la piccina, di nome Jurnee Hoffmeyer, subisce un simile trattamento.

Lo scorso 24 marzo, la bambina è tornata a casa arrabbiata e triste. Il motivo? Una delle sue amichette aveva deciso di tagliarle brutalmente i capelli sull’autobus, al ritorno da scuola. La sua selvaggia capigliatura è stata rovinata e la piccola si è ritrovata con i capelli molto più corti, che a malapena le sfioravano le spalle (solo da un lato).

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FB: Jimmy Hoffmayer

La famiglia di Jurnee è rimasta pietrificata dinnanzi al deplorevole episodio, ma il padre, Jimmy, l’ha subito portata dalla parrucchiera per regalarle un nuovo stile nel tentativo di tranquillizzarla. In seguito, si è rivolto immediatamente all’autista dell’autobus per sapere cosa fosse accaduto. Malgrado fosse particolarmente infuriato, l’uomo ha semplicemente chiesto alla colpevole di non sedersi più accanto alla figlia nel mezzo pubblico.

Tuttavia, dopo soltanto due giorni, la situazione non ha fatto altro che peggiorare e prendere una piega decisamente più squallida. Quel giorno, la bimba è tornata a casa in un mare di lacrime e il padre, scioccato, si è subito reso conto che qualcuno aveva distrutto un’altra volta la chioma del suo angioletto. Chi aveva commesso quell’atto doveva essere davvero un mostro spietato, visto che si intravedeva persino il cuoio capelluto in alcune zone della testa. E dopo aver chiesto a Jurnee chi l’avesse conciata in quel modo, Jimmy è rimasto letteralmente di stucco.

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FB: Jimmy Hoffmayer

“Non credo vi siano parole per esprimere il mio stato d’animo in quel momento. Le ho chiesto se fosse stata la stessa bambina dell’autobus e lei mi ha risposto: ‘No, è stata la maestra della biblioteca”. Non potevo crederci. Mi sono messo in macchina e mi sono precipitato a scuola, ma mi sono ricordato che erano tutti in vacanza in occasione della Pasqua. Così mi sono rivolto alla polizia”.

-Jimmy Hoffmeyer attraverso The Black Wall Street Times

La settimana seguente, e dopo aver ricevuto minacce da parte della polizia, Marcy Stout, preside della Ganiard Elementary School, ha chiamato Jimmy per porgergli le scuse ma lui riteneva che le sanzioni ricevute dalla colpevole fossero ancora insufficienti, perciò ha chiesto di poter parlare con la sovrintendente delle scuole di Mount Pleasant.

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Jimmy, padre di Jurnee (FB:Jimmy Hoffmeyer)

Nemmeno le risposte di questa donna sono state apprezzate dalla famiglia. “È stato offensivo. Quando mi ha telefonato, mi è sembrata poco sincera e sbrigativa. Mi ha chiesto se ci sarebbe piaciuto ricevere delle scuse da parte delle maestre, tramite mail”, ha raccontato il signor Hoffmeyer, offeso e indignato.

E per giunta, le lesioni psicologiche alla piccola Jurnee si sono intensificate ulteriormente. Le autorità scolastiche, infatti, hanno offerto al padre una soluzione che la bambina non ha accettato volentieri e nemmeno i suoi genitori: chiamare qualcuno per vigilarla, costantemente, durante le ore scolastiche, per evitare aggressioni. Il padre, inorridito, si è domandato: “Dunque, la chiave per risolvere il problema sarebbe punire mia figlia?!”

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La bambina continua ad avere problemi a scuola, in un clima che ci fa pensare subito al razzismo. Infatti, anche se ha la pelle chiara, la piccola ha origini afroamericane e purtroppo, giorno dopo giorno, è costretta a subire, come tanti altri, forme di discriminazione razziale.

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FB: Jimmy Hoffmayer

Nel frattempo, Jimmy ha confessato che la figlia sta riscontrando dei seri disturbi psicologici, vittima di una marea di traumatici eventi che hanno segnato la sua tappa scolastica.

“L’abbiamo dovuta portare dal medico perché mangia poco. Ha difficoltà nell’addormentarsi e non vuole mai separarsi da noi. Tutto perché i suoi capelli sono diversi, perché non rientrano più negli standard. Se vedete una sua foto scattata prima che succedesse tutto ciò, potrete notare la sua energia, la sua forza. Adesso, tutto questo è sparito”.

-Jimmy Hoffmeyer, in un’intervista concessa a “The Black Wall Street Journal”

Una situazione alquanto drammatica che getta luce sulla mancanza di rispetto e sulla discriminazione verso etnie diverse, che continua a caratterizzare tutt’oggi alcuni settori della società.

Non si dovrebbe mai giocare con la dignità di nessuno e tantomeno con quella di una bambina di soli 7 anni!



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